Golden Goose Bianche Alte

Potr piacere agli estimatori di Devendra e della New Weird America tutta, non fosse che il barbuto del Maine se ne sta per conto suo al di l di etichette e movimenti forse gi sfumati prima di nascere seriamente, prima di poter rappresentare qualcosa pi che il mero esercizio di una critica a corto di fantasia. Il disco parrebbe a questo punto aver assunto una propria fisionomia ben delineata ma con Voy arriva uno scossone inatteso: un completa nell della canzone messicana, con risultati che vanno ben al di l della trita estetizzazione rilasciando un vera, sentita, caldissima. Al primo ascolto mi sono venuti in mente i Gipsy Kings, e qui ripropongo il nome in mancanza di riferimenti pi colti in quell data la mia assoluta ignoranza.

E quando il primo a morire fu Neal Cassady gli altri due ne rimasero scioccati e increduli. Come se avessero loro annunciato la morte di un mito. Perché i miti in quanto tali non nascono e non muoiono, ma vivono in eterno.. The Sun (2006)She often walks around the house with no clothes on when her son is about. Times, Sunday Times (2007)None of the patients can walk or move without assistance. Times, Sunday Times (2014)Hmm: the football stadium is just a short walk away.

L è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, la controparte invernale della Quercia. Sir James George Frazer, nel suo libro “Il Ramo d’Oro” e Robert Graves, in “La Dea Bianca” e “I Miti Greci”, hanno descritto una cerimonia rituale che veniva, secondo loro, praticata nell’Antica Roma e in altre culture europee più antiche: la lotta rituale tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia, lotta che garantiva l’alternarsi delle stagioni invernale e estiva. L femminile del Re Agrifoglio è Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità..

The crowd and media response to the World Cup would have given the FIFA event itself quite a boost. Maybe this means that India is now the new staging post for more bigger, grander revenue generating, headline grabbing FIFA events. A notch lower than Abu Dhabi or Dubai or Singapore but still there or thereabouts.

Kormkur, scalando il suo Everest tra suspense e vertigine, rimpiange quell’intendimento e denuncia le ascensioni turistiche di massa che attrezzano montagne indomabili, enfatizzano la spettacolarità delle sue attrazioni (naturali e culturali) e allargano a dismisura il campo base. Everest conduce gli attori in parete ed esplora il sentiero sbagliato infilato dall’occidente. In perfetto equilibrio tra crepacci e ghiacciai, il regista islandese sale con le masse, avanza con le mode e ‘arrampica’ i profanatori contro cui la ‘fede’ di Rob Hall, eletto dagli dei a toccare cinque volte la vetta dell’Everest, non può più nulla.