Golden Goose De Luxe

Times, Sunday Times (2012)Death is not something you want to hang around. Times, Sunday Times (2006)The exact death toll remained shrouded in mystery. The Sun (2013)They have caused massive death and destruction over the years. Due storie corrono parallele sullo sfondo della Tokyo impassibile del 1984, apparentemente slegate l’una dall’altra eppure destinate a incontrarsi dopo gli innumerevoli avvicendamenti in montaggio alternato orchestrati dall’abile sceneggiatore Murakami Haruki. Che si rivela impeccabile nel dispensare in maniera omeopatica un piccolo indizio dietro l’altro, come molliche di pane sul sentiero, così da alimentare l’interesse del lettore su due vicende in cui davvero poco di sostanziale accade in oltre settecento pagine, e ci si perde semmai nei vertiginosi labirinti del passato di Tengo e Aomame. La scrittura appare però troppo algida, lenta, ingessata, il ricorso alla distopia mostra presto la corda come vuoto espediente di scena mentre la commistione tra noir e fantastico ha più il sapore dell’artificio irrisolto che non del colpo di genio assai spesso evocato (a vanvera) da critica e pubblico.

Dopo tanti singoli e diversi EP, l’italiana Petra Beat Records pubblica per la prima volta un intero album. E’ un traguardo importante, per questa label specializzata in musica elettronica e pure per Red Line, il giovane artista che l’ha prodotto. “Upside Down” è un viaggio musicale che passando dalle 130 alle 132 battute al minuto fa muovere a tempo dando energia.

Times, Sunday Times (2006)That would make them think twice about parking illegally. The Sun (2008)What makes him think they would let him in? The Sun (2010)He thought of something and decided not to say it. Oxenhorn, Harvey Tuning the Rig: A Journey to the Arctic (1990)They think the only way to play badly is to provoke you.

Tre anni dopo mi sarei tinto i capelli di rosso fuoco, perché quella era la sua linea all di Love Song e Fly e, si sa, gli adolescenti sono quando si parla di corredi estetici. La verità è che Scott aveva tutto per piacere ai più giovani: era obiettivamente un bel tipo, il physique du role rispettava tutte le direttive, aura maudit e storiacce di droga nel suo curriculum occupavano regolarmente le posizioni più alte assieme a una voce tra le più belle di quegli anni, persino più versatile di tante altre meglio accreditate. Un po orco à la Layne Staley, un po rocker a tutto tondo, talvolta crooner raffinato con in serbo qualche squisitezza soul retrò.

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